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Women in Leadership #3: Astha Malik, COO di VTEX

Andreea Pop
Andreea Pop March 24, 2022
Women in Leadership #3: Astha Malik, COO di VTEX

Noi di VTEX, siamo fieri della nostra leadership femminile. Ecco perché abbiamo dato il via alla nostra serie di contenuti Women in Leadership: per celebrare i formidabili percorsi delle donne che rappresentano per noi una fonte d’ispirazione e uno stimolo verso la crescita. Questa volta, siamo immensamente lieti di portare sotto i riflettori una leader fondamentale nella nostra azienda: Astha Malik, la nostra Chief Operating Officer. 

Informazioni su Astha

Astha Malik è la Global Chief Operating Officer (COO) di VTEX (NYSE: VTEX) e dirigente senior nel settore tecnologico, con oltre 20 anni di esperienza nell’ambito della crescita di aziende di tecnologia leader a livello mondiale, con il compito di guidare l’innovazione nella strategia, nel marketing, nelle vendite, nell’esperienza del cliente e di creare dei team di altissimo livello, con un’attenzione particolare verso la cultura. 

Astha è una veterana del settore e ha lavorato in aziende tra cui Zendesk (NYSE: ZEN), Citrix (NASDAQ: CTXS), Prudential (NSE: ICICIPRULI), PagerDuty (NYSE: PD) e Sumo Logic (NASDAQ: SUMO). È membro del consiglio di amministrazione e consulente nella comunità tecnologica. Attualmente, fa parte del consiglio di Greenhouse, il fornitore in più rapida espansione di software per l’acquisizione di talenti aziendali, e di Everlaw, una piattaforma di e-discovery. 

Astha è un’attiva sostenitrice della diversità e della leadership. È stata insignita di premi da parte di organizzazioni impegnate nella causa, tra cui il Female Executive of the Year degli Stevie Awards for Women in Business e il Business Leadership Award da parte del National Diversity Council.

Nel ripercorrere la tua incredibile carriera, quali ritieni siano i traguardi più significativi?

Astha: Direi che i miei anni formativi in India hanno contribuito a molti dei traguardi importanti che hanno costellato la mia carriera. 

Durante la mia gioventù in India, era normale che i genitori e i membri della comunità si aspettassero che, se andavi bene a scuola, avresti scelto delle professioni come medicina o ingegneria, che garantiscono una sicurezza economica. 

Al secondo anno di scuola superiore, si può scegliere la propria disciplina o area di specializzazione. Ero portata sia per la scienza sia per l’arte e ho intuito che i percorsi tradizionali non facevano per me.

Alla fine, ho scelto il settore del commercio, che affronta i vari aspetti del business, della matematica, della strategia, degli scambi, della contabilità, della pianificazione finanziaria e dell’economia. Mi ha offerto una prospettiva più ampia e ha anche soddisfatto il mio desiderio di approfondire il business, la strategia e la pianificazione. Soprattutto, questa decisione ha dato i suoi frutti, infondendomi la certezza di poter correre dei rischi e di decidere cosa è meglio per me.

E qual è la tua opinione sui traguardi professionali? Cos’è un traguardo, dal tuo punto di vista?

Astha: Penso che tutto si ricolleghi al nostro modo di concepire l’ambizione e la soddisfazione in generale. Molte persone hanno degli obiettivi, me compresa. E molti di noi pensano, nel loro intimo: “Diventerò manager, poi direttore, poi vicepresidente”. Tuttavia, nel corso degli anni ho imparato che va benissimo sia definire sia raggiungere degli obiettivi, ma se sei una persona ambiziosa, la soddisfazione per aver ottenuto un risultato può essere di breve durata e pensi subito al passo successivo. 

Un modo per gioire dei traguardi e dei successi è ricordarsi che si tratta di un percorso e considerare ciascuno di questi traguardi come un’opportunità di apprendimento e goderseli un po’ di più. Sono un’esperta di obiettivi e risultati tangibili, ma non è questa la destinazione. Invece, i traguardi mi aiutano a tenere viva la mia curiosità intellettuale, a godermi il presente e a prepararmi per il futuro.

Sulla leadership

Lavori in VTEX da quasi un anno! Puoi raccontarci qualcosa in più sul tuo ruolo e sulle tue responsabilità? 

Astha: Tutti i rischi che ho corso negli anni e tutti gli insegnamenti che ho appreso sono confluiti in questo ruolo di COO. In precedenza, ho svolto attività di vendita, marketing e strategia in aziende di diverse dimensioni e operanti in vari settori. Talvolta mi chiedevo se stessi facendo la mossa giusta, ma ricordavo a me stessa che il risultato migliore sarebbe stato ottenere proprio ciò che volevo, mentre il peggiore sarebbe stato imparare qualcosa di nuovo che potesse essermi d’aiuto in futuro.

Questa mentalità ha dato i suoi frutti con questa posizione perché ora devo gestire il marketing globale, la strategia, le operazioni di crescita, le partnership e lo sviluppo aziendale, le competenze e le risorse umane, in pratica la sintesi di tutte le mie precedenti esperienze in un unico ruolo, il che è meraviglioso.   

Con così tanti team sotto la tua guida, quali ritieni siano i momenti salienti dell’essere una leader in VTEX?

Astha: Credo davvero che, in qualità di leader, i tuoi momenti salienti corrispondano a quelli del team. Quindi, sotto questo punto di vista, è stato fantastico toccare con mano come, l’anno scorso, il team ci abbia condotto verso un’offerta pubblica iniziale (IPO) vincente, durante i miei primi mesi in VTEX. Quando ho cominciato, dovevamo elaborare rapidamente tutta la preparazione del go to market e della IPO. Supportare il team durante tutto il processo è stata una bellissima esperienza e sono estremamente orgogliosa dei risultati conseguiti da quel momento. 

Quali sono gli insegnamenti più significativi che hai imparato nelle tue posizioni di leadership

Astha: Sono giunta alla conclusione che anche i capi più “cattivi” non sono delle cattive persone; sono solo individui che affrontano con fatica delle situazioni che non hanno mai gestito in precedenza o che non hanno avuto la possibilità di imparare da qualcun altro. Quindi il mio più grande apprendimento è che, in qualità di leader, la tua crescita personale non termina mai. Devi avere una mente aperta, comunicare, esserci per il tuo team. 

Il mio secondo apprendimento è che bisogna smettere di cercare di accontentare tutti e assicurarsi di non essere vincolati a standard diversi a causa del sesso o del colore. Ci si aspetta che le donne leader si comportino in maniera differente rispetto agli uomini e anche le parole usate per descriverci cambiano, per esempio, deciso contrapposto ad aggressiva. Dobbiamo prendere posizione in questi momenti cruciali perché se una di noi lo fa, ispirerà molte donne ad agire nella stessa maniera e, al contempo, farà riconsiderare agli altri i propri comportamenti e le proprie scelte.  

In effetti, è risaputo come tu difenda le tue convinzioni, specialmente nell’ambito del tuo stile di leadership. In questo caso, quali aspetti non sono negoziabili?

Astha: Credo fermamente nella profonda sincerità e nella comunicazione trasparente. A volte è difficile rispettare questi due elementi a causa del contesto culturale di una nuova azienda o team, ma se non sono onesta e schietta mi sembra di arrecare un torto alla mia squadra. Chi la compone dovrebbe sempre sapere con esattezza come stanno le cose e quali sono le aspettative, perché non mi piacciono le sorprese e presumo che sia lo stesso per la maggior parte delle persone. E questo discorso è reciproco: mettersi in discussione, ascoltare i feedback del team, lavorare sui margini di miglioramento: tutti questi aspetti creano fiducia e senza di essa non ci si può definire una squadra. 

Un altro elemento che mi sta a cuore è la mia totale intransigenza per qualsiasi violazione etica o mancanza di rispetto. E questo è il risvolto ironico della profonda sincerità. Alcune persone la confondono con un lasciapassare per la mancanza di rispetto; una linea sottile separa la schiettezza dalla stupidità: non bisogna oltrepassarla. 

E per quanto riguarda “l’equilibrio” tra lavoro e vita privata?

Astha: Non penso di poter dare una risposta adeguata riguardo a come conciliare il lavoro con la vita personale. Il mio obiettivo è l’armonia tra queste due componenti. Ciò significa che, se mio figlio o mio marito mi chiamano per qualcosa d’importante o se il mio cucciolo ha bisogno di me, interrompo qualsiasi cosa stia facendo, perché la famiglia costituisce una priorità. Allo stesso tempo, alcuni giorni potrei dover mettere il lavoro al primo posto e penso che sia giusto. Ogni giorno è diverso e ce ne sono alcuni in cui la famiglia richiede più attenzioni e altri in cui il lavoro ha la precedenza.

Inoltre, sto prestando un’attenzione sempre maggiore al rispetto dei miei impegni personali, anche per le piccolezze, come gli appuntamenti dal medico. Di solito, facciamo tutto il possibile per rispettare gli impegni e gli appuntamenti professionali, quindi perché non fare lo stesso per noi? 

Come affronti l’ignoto? 

Astha: Il rischio è stato la peculiarità della mia carriera. Mi sono tuffata nell’ignoto tantissime volte. E ciò non significa che non abbia provato ansia o insicurezza, ma penso che nella maggior parte delle situazioni ho sempre avuto qualcuno per supportarmi e per infondermi fiducia, in modo da poter dire “sì” a più opportunità.

Parlando di supporto, hai delle figure di riferimento oppure dei mentori che ritieni ti abbiano forgiata? 

Astha: Credo nella pluralità dei mentori, perché ci sono diversi aspetti del lavoro rispetto ai quali si potrebbe aver bisogno dell’opinione di qualcuno. Quindi, a mio avviso, tutti hanno bisogno di una stretta cerchia di supporto e la mia comprende mio marito. È il mio confidente per tutto e mi consiglia al meglio. 

Mi consulto e mi confido anche con alcune straordinarie donne leader ogni volta che mi trovo in una situazione nella quale penso che la loro esperienza e una voce femminile siano di grande aiuto. Ringrazio il fatto di aver avuto molti esperti del settore come mentori e sostenitori.  

Infine, ho un meraviglioso coach professionale che mi dà un feedback imparziale e senza filtri e mi aiuta a ritrovare la strada in situazioni difficili. In conclusione, sono grata di avere il supporto di così tante persone che puntano su di me: il sostegno è fondamentale. 

Facciamo finta che, per un minuto, tu sia il coach professionale. Qual è il tuo consiglio per le donne che stanno avviando la loro carriera?

Astha: Questa domanda viene posta spesso, quindi non so se posso aggiungere qualcosa di relativamente originale, ma suggerirei alle donne di dire più spesso “sì” alle nuove opportunità. 

Gli uomini si candidano per un lavoro quando soddisfano solo il 60% dei requisiti, mentre le donne lo fanno unicamente se ne soddisfano il 100%. Ma nessuno è perfetto, nessuno ha una comprensione del 100%. Tutti imparano, tutti commettono errori, anche i leader più esperti. Quindi andate avanti e rischiate. 

Bene, questa è la conclusione perfetta. Grazie per aver condiviso tutto ciò con noi, faremo in modo di tenere a mente i tuoi consigli!  

Restate sintonizzati per altre storie ispiratrici delle nostre donne leader

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