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Il modello dell’economia circolare: buone pratiche per l’ecommerce

Sorana Gheorghiade
Sorana Gheorghiade September 9, 2021
Il modello dell’economia circolare: buone pratiche per l’ecommerce

“Economia circolare” è diventata un’espressione estremamente popolare negli ultimi anni. L’economia circolare viene percepita come la soluzione all’attuale crisi climatica globale, che è più grave della pandemia anche se a volte passa in secondo piano rispetto ad altre questioni.

Come suggerisce il nome, questo tipo di economia richiede un sistema continuo di produzione e riutilizzo delle risorse e dei rifiuti che possono essere impiegati in molti campi, dal settore alimentare, a quello automobilistico, a quello dell’energia. Esistono già iniziative in questo senso, anche se su piccola o media scala.

Lo scopo dell’economia circolare è quello di interrompere il classico ciclo di produzione – materia prima – lavorazione – consumo – rifiuti. In particolare vuole riutilizzare  rifiuti nella produzione. Così il ciclo assomiglia piuttosto a questo: materia prima – lavorazione – consumo – riutilizzo dei rifiuti nella produzione. E poi il processo ricomincia dal principio.

Questo articolo esamina i punti principali dell’economia circolare, spiega perché è fondamentale per la società in cui viviamo e per le aziende, e come è collegata allo shopping online e all’ecommerce. 

Economia circolare: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Prima di tutto il concetto di economia circolare è emerso come risposta all’aspirazione di una crescita sostenibile alla luce della (sovra)produzione e del (sovra)consumo di risorse naturali. Finora l’economia ha operato principalmente sul modello di approvvigionamento-produzione-smaltimento, un modello lineare attraverso il quale ogni prodotto ha una durata di vita limitata, come mostrato di seguito:

  • Il 90% delle materie prime utilizzate nella produzione in Europa diventa rifiuto prima che il prodotto lasci la fabbrica;
  • L’80% dei prodotti fabbricati in Europa viene gettato via nei primi sei mesi della sua esistenza;
  • 700 milioni di dollari è il risparmio annuale sui costi dei materiali che potrebbe essere realizzato nel settore dei beni di consumo con l’attuazione di una nuova economia circolare.

Risorse preziose sono utilizzate nella preparazione del cibo, nella costruzione di infrastrutture ed edifici, nella fabbricazione di beni di consumo o nella fornitura di energia, ossia praticamente ovunque. Una volta consumate o non più necessarie, vengono smaltite come rifiuti. Tuttavia, a causa della crescita della popolazione e del potere d’acquisto, la domanda di risorse limitate è sempre più alta e porta al degrado ambientale. Ora è il momento di proteggere queste risorse e dotare le aziende di strumenti adeguati per aderire a un modello di economia circolare.

Materie prime, secondo utilizzo

Possiamo capire meglio il concetto di economia circolare se guardiamo agli ecosistemi naturali che funzionano in modo ottimale perché ogni pezzo di essi è parte di un tutto. I prodotti sono progettati intenzionalmente per inserirsi in determinati cicli di materiali, e questi materiali hanno un flusso che mantiene il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e riduce quasi a zero i rifiuti residui.

La transizione verso un’economia circolare richiede il coinvolgimento e l’impegno di molti gruppi diversi di persone. Tale transizione sistemica è aiutata dai progressi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dai cambiamenti sociali. Così, l’economia circolare può creare nuovi mercati in risposta al cambiamento dei modelli di consumo dalla proprietà tradizionale all’uso, al riuso e alla condivisione dei prodotti, e può aiutare a creare maggiori e migliori posti di lavoro.

Le conseguenze dello shopping online

Anche se lo shopping online era un’abitudine ampiamente in voga prima della pandemia, questo pericolo per la salute globale lo ha reso una necessità anche per coloro che erano riluttanti ad esso. Sempre più consumatori hanno iniziato a fare acquisti online e hanno trovato una grande varietà di piattaforme di ecommerce tra cui scegliere per soddisfare ogni loro esigenza. Con il passare del tempo, i consumatori sono diventati sempre più consapevoli di ciò che gli acquisti d’impulso e la restituzione dei prodotti significano per l’ambiente: aumento dell’impronta di carbonio

Oltre a questo, l’imballaggio che le aziende online forniscono per i loro prodotti diventa un rifiuto e contribuisce ulteriormente alle conseguenze negative sull’ambiente. Questo ha anche portato i consumatori a cercare attivamente marchi che rappresentino i loro valori personali di sostenibilità. 

Un imballaggio meno dispendioso e l’uso di prodotti riciclabili e da ritirare in negozio possono aiutare e sono una facile vittoria per molti retailer. Alcune piattaforme di ecommerce si stanno occupando dell’usato (vintage) e della rivendita di vestiti. I leader in questo campo includono aziende come Vestiaire Collective, Farfetch e Depop. 

Rendere il tuo marchio più ecosostenibile

Ci sono molti fattori che possono rendere un marchio più ecosostenibile ed è importante che i marchi si impegnino in una transizione verso pratiche più rispettose dell’ambiente. Queste azioni potrebbero includere il riutilizzo dello stock invenduto o l’essere trasparenti sul processo della catena di approvvigionamento end-to-end.

Nonostante queste semplici idee, non tutte le aziende online stanno facendo abbastanza per ridurre il nostro impatto sul pianeta. Pensare di essere parte di un’economia più circolare è importante, ma non possiamo ignorare le azione necessarie ad per aiutare il nostro pianeta.

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