Strategia

Cosa possiamo imparare dalla prima ondata di COVID per affrontare al meglio le nuove misure restrittive imposte dal governo?

Fabrizio Cascianelli
Fabrizio Cascianelli November 5, 2020
Cosa possiamo imparare dalla prima ondata di COVID per affrontare al meglio le nuove misure restrittive imposte dal governo?

Il retail italiano affronta nuovamente la prospettiva di una riduzione del traffico e delle vendite nei negozi fisici per l’imposizione di misure restrittive per via del COVID. Anche se le esigenze del nuovo DPCM sono meno restrittive rispetto a quelle della prima ondata, le limitazioni alle aperture e al movimento, così come le raccomandazioni del governo alla riduzione degli spostamenti nei luoghi pubblici, ridurranno un’altra volta le vendite del retail. Tale settore, che ancora non si è ripreso economicamente dalla prima chiusura, dovrà nuovamente adeguarsi a un calo di vendite nei canali tradizionali.

Differentemente dalla prima volta, il nuovo lockdown verrà in un momento di forte attività commerciale, includendo le vendite del Black Friday e l’inizio delle vendite natalizie. Confrontiamo per la prima volta un picco di vendite in una situazione di limitazione di circolazione, il che farà in modo che molto probabilmente il Black Friday e le vendite di Natale online saranno davvero più forti del solito.

Prendendo come esempio ciò che è successo durante la prima ondata di COVID a marzo di quest’anno, la soluzione per attenuare gli impatti della riduzione delle vendite nei canali fisici sarà quella di puntare tutto sui canali digitali. Alcuni elementi osservati durante la prima ondata servono da lezione per questa seconda. 

La riduzione più significativa della domanda avviene all‘inizio del lockdown – Tranne che per i prodotti di consumo essenziali, gli acquisti di prodotti di moda, arredamento, sport e altri beni marginali tendono a calare in qualsiasi canale nei primi giorni successivi all’imposizione delle misure più restrittive, in qualsiasi canale, mentre la gente si adegua alle proprie nuove necessità.

La domanda online per prodotti consumabili aumenta velocemente –  Prodotti da supermercato, farmaceutici, bibite e anche per animali da compagnia subiscono un aumento immediato da parte di persone che spostano i loro acquisti online per ridurre le possibilità di esposizione al COVID.

La domanda generale per tutti prodotti ritorna con il passar del tempo – Passato il panico iniziale delle misure restrittive, torna anche la domanda di prodotti non essenziali come moda, arredamento, sport, fai-da-te, corsi online, etc. La gravità e la durata dell’attuale ondata determineranno la forza della ripresa della domanda e quanto questa si sposterà sui canali digitali. Le promozioni del Black Friday aiuteranno a spingere la domanda.

Le aziende che non si sono mosse nel digitale avranno nuovamente urgenza di farlo – Nonostante ciò che è accaduto durante la prima ondata, diverse aziende hanno posticipato investimenti importanti nella trasformazione digitale per via della riduzione dei flussi di cassa. Queste si troveranno in una situazione più difficoltosa nella seconda ondata, per via della riduzione della domanda in una condizione finanziaria più fragile.

L’agilità è ora più importante rispetto alla qualità dell’esecuzione  – L’innovazione oggi è un processo continuo fatto di tentativi ed errori, dove diventa più importante fare, sbagliare, imparare e adeguarsi piuttosto che passare mesi a pianificare senza passare alla messa in pratica. Durante la prima ondata di COVID abbiamo visto aziende leader in tutto il mondo adattarsi velocemente alle nuove condizioni del mercato. Lo stesso succederà in questa ondata. É più importante muoversi e adattarsi piuttosto che rimanere a discutere se a livello di proprietà se merita o meno la realizzazione di misure nei canali digitali. Mettere in atto una strategia digitale è più importante che azzeccare tutti i suoi elementi e ragionare a lungo sull’esperienza di acquisto digitale ideale che si vuole dare ai clienti.

Il digitale guadagnerà sempre più spazio rispetto alla vendita nei canali tradizionali – Esattamente come durante l’ondata precedente e come già vediamo da 20 anni, il digitale continua a crescere più velocemente dei canali fisici. Questo periodo turbolento ha accelerato fortemente lo spostamento delle vendite su canali non presenziali. Più tempo dura la crisi, più grande sarà lo spostamento e più persone si abitueranno agli strumenti digitali di acquisto. Il digitale ancora rappresenta una percentuale bassa rispetto a tutti gli acquisti del retail; esiste, quindi, ancora molto margine di crescita.

I periodi di crisi sono un’opportunità per fare cambiamenti e guadagnare mercato – I periodi di crisi sono una sfida per tutti e non sono mai piacevoli, però sono periodi dove si cambiano le abitudini e si accelerano gli spostamenti. Alla fine chi sa adeguarsi meglio esce più forte alla fine. Essere agile in questo momento è imprescindibile per sviluppare una posizione competitiva più forte.

L’impatto del COVID nel retail è già stato visto durante la prima ondata. Ci saranno cambiamenti anche questa volta, vista l’esperienza acquisita sia dalla popolazione sia dalle aziende. In ogni caso, la chiusura o la riduzione significativa del business nei canali fisici non lascia altra scelta che puntare sui canali digitali. Le aziende che si muovono prima ne usciranno più forti. Abbiamo già vissuto tutti in prima persona questa situazione e, anche se ora le condizioni sono un po’ diverse, si possono applicare ora molte delle lezioni della prima fase.

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